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camposanto
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Camposanto

E già è novembre! Più che il calendario
me lo dice stamane la nebbia calata
al buio sui tetti e sui balconi che ancora hanno
il glicine penzoloni a grappoli; la nebbia che cambia
il nostro tempo in vetro soffiato di Murano.
Abbiamo bisogno di ricordare i nostri morti
che parte sono del nostro breve sogno della vita.
Dentro portiamo l'amata voce, i loro occhi
sono di luce d'altro cielo.
Vengono le loro lacrime dal mistero dell'oscurità
che ha tranciato il loro fiato: non sono più
come le nostre che di sale sanno, sono gocce
di rugiada fresche posate sull'erba
e sui fiori del camposanto.
Io incontro al sole cammino e i miei pensieri
al vento ricordo.

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