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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Bellezza e fede sono sorelle


Il fanciullo, simile al pastorello
che piano suona la zampogna
per non spezzare a Pan il sonno
nel caldo meriggio estivo,
a cavalcioni sta su un muretto
di pietra a secco con l'armonica
alle labbra a rimirare l'orizzonte
e la profonda valle selvosa.
Un grappolo di sferiche drupe
rosse pende dal terebinto
che spande la sua ombra attorno.
Il pensiero corre lungo strade
disseminate di segni ad ogni crocicchio,
il cuore si gonfia di tristezza
se l'aria del presente autunno
sussume gli odori dei troppi
autunni che lungamente hanno
intaccato la tua anima e disperso
a frotte negli abissi infiniti sogni.
Lungo la via della speranza che osi
percorrere attraversando la galleria
oscura delle prove e della fragilità
fisica intuisci la luce finale.
Densa bruma struggente di amore
sale al cuore dinanzi alla pittura
di Caravaggio o alla divina musica
di Mozart,l'anima ti fugge a raggiungere
l'invisibile che pure è nel visibile.
Uno squarcio il bello apre
nel tuo corpo vivo,una piaga
dischiusa nella tua carne
che sanguinando ti fa soffrire.
Ma la ferita è una feritoia
che sprona il tuo sguardo sull'assoluto
solo se ti accompagna la speranza
nel voler presagire una nuova
umanità ancora nascosta ma che senti
tua come fine del duro cammino.
Bellezza e fede sono sorelle
perché insieme cercano
l'infinito e l'eterno!