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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Alle clementi porte dell'Eterno


E' a te che penso, talora, nuda

e lieve età della fanciullezza,

quando quale naufrago cura

non avevi alcuna se il giubbotto

di salvataggio privo era

di vitale richiamo. Allora

non prestavi ancora orecchio

ai lamenti dell'infelice

che certo non si spegnevano

alle clementi porte dell'Eterno,

né potevi scoprire i segreti

del dolore nel suo cuore accampati.

Accordami dunque un tempo

di pentimento perché, vissuto

per sentieri tenebrosi,possa

specchiarmi nei tuoi occhi,

vivide sentinelle, e spegnere

impossibili sogni simili

all'ombra vacua che per ingenuo

gioco un giorno calpestavamo.

Pensieri erranti nella bruma

della sera, spaurito il silenzio

nella memoria scava dolcezze

e infinite pene.