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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Al sacrario Collelungo di Vallerotonda

Quassù, tra le faggete delle Mainarde,
nel freddo inverno del quarantatre
trucidò la mitraglia nazista quarantadue
rifugiati del borgo di Cardito.
Fratello,
le vite che hai spezzato
sono fiori schiacciati che esalano
ancora odore di barbaro dolore.
Fratello,
come hai potuto?
Lunga la lista di nomi, donne e bambini,
stessi cognomi.
Come hai potuto,
fratello?
Forse quel giorno dimenticasti
di specchiare negli occhi degli innocenti
che uccidevi la pace che cercavi
e pur temevi.
Forse quel giorno non vedesti tra le cime
degli alberi l'azzurro del cielo
e l'immenso sole.
La madre stringendo al petto
la sua piccola ti urlò tra le lacrime
di fermarti, inutilmente!
Nello spasimo della morte fece
in tempo ad avvertire nel cuore
la comune sorte dell'umano dolore,
la vanità di ogni amara illusione.