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luna
Poesia di Vincenzo Fiaschitello

Al di là o al di qua del bene e del male?

E per vie sempre nuove si diffonde
quel vero male dell'uomo
che è il viluppo inestricabile di bene
e di male, che come nebbia dalla terra
sale e non si dirada pure se il sole
è già alto nel cielo.
Nella assenza di speranza, sei incline
ad accettare il fatto, a giudicare giusto
e razionale l'accaduto. Sulle tracce
del male, finisci col bere il suo fiele
quando ti autodestituisci come soggetto
morale, quando ti dimetti dai tuoi doveri,
tessendo un velo di civile apatia.
Nell'avvertire la tua fragilità, ti impegni
ad andare alla ricerca del bene, proclami
di essere polvere, di essere null'altro
che vana terra, tristezza infinita, luce fioca
che si allontana dalla fonte.
"Divento suono di foglia, suono di vento
sempre più flebile" -dici-.
Ma subito dopo ascendi in superbia:
"Mia terra cosa saresti senza di me? E tu,
cielo, tu luce, e tu Dio?"
Non ti accorgi che innalzi al tuo Dio
una bestemmia!
"Allora -ribatti- perché Dio ha mandato
il Figlio scegliendo di farlo nascere
con l'aspetto umano, bimbo nella grotta
di Betlemme? Perché nelle sue vene
ha fatto scorrere il sangue dell'uomo,
versato sulla croce? Senza l'uomo
la morte non avrebbe avuto senso.
E la Resurrezione? Senza l'uomo
esisterebbe Dio?"
Forse non altro ti resta se non aprire
il cuore al Mistero, perché la vita
non sia una favola banale!