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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
A Sylvia Plath

Qui il mio volto è disperso,
non sono più poeta:
i versi che scrissi il vento
insensibile li ha spinti
nel profondo oblio.
Appena una luce di lucciola
che si accende e si spegne
è la mia anima inquieta
nel buio che mi avvolge.
E non so neppure in quale luogo
peregrinando vado, sì che a nessuno
ho potuto dirlo perché possa
trovarmi nei suoi sogni
e nelle sue preghiere.
Trent'anni vissi ed ebbi
il tempo d'essere madre ed amare,
fino al giorno amaro in cui l'odio
contro me stessa mi travolse.
Per i due bimbi, finalmente
vinti dal sonno, non dimenticai
di lasciare una tazza di latte.
Non potei sapere se al risveglio
del mattino bevvero col sale delle lacrime.