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Poesia di Umberto Saba - vecchio giovane
Poesia di Umberto Saba 

Vecchio e giovane

Un vecchio amava un ragazzo. Egli, bimbo
gatto in vista selvatico - temeva

castighi a occulti pensieri. Ora due
cose nel cuore lasciano un'impronta

dolce: la donna che regola il passo
leggero al tuo la prima volta, e il bimbo
che, al fine tu lo salvi, fiducioso
mette la sua manina nella tua

Giovinetto tiranno, occhi di cielo,
aperti sopra un abisso, pregava
lunga all'amico suo la ninna nanna.
La ninna nanna era una storia, quale
una rara commossa esperienza
filtrava alla sua ingorda adolescenza:
altro bene, altro male.«Adesso basta -
diceva a un tratto;- spegniamo,dormiamo.»
E si voltava contro il muro. «T'amo -
dopo un silenzio aggiungeva - tu buono
sempre con me, col tuo bambino.» E subito
sprofondava in un sonno inquieto. Il vecchio,
con gli occhi aperti, non dormiva più.

Oblioso, insensibile, parvenza
d'angelo ancora. Nella tua impazienza,
cuore, non accusarlo - Pensa: E' solo;
ha un compito difficile; ha la vita
non dietro, ma dinanzi a se'. Tu affretta,
se puoi, tua morte. O non pensarci più.

da Epigrafe

Umberto Saba di origine israelita per parte materna, nacque nel 1883 a Trieste. Di lui si diceva  «Ha fatto studi prevalentemente commerciali, poi fu praticante di commercio presso una casa triestina. A dicianove anni lasciò l'impiego per le lettere.

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