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Poesia di Tommaso Campanella
lo, che nacqui dal Senno e da Sofia

lo, che nacqui dal Senno e da Sofia,
sagace amante del ben, vero e bello,
il mondo vaneggiante a sé rubello
richiamo al latte della madre mia.
Essa mi nutre, al suo marito pia,
e mi trasfonde seco, agile e snello,
dentro ogni tutto, ed antico e novello,
perché conoscitor e fabbro io sia.
Se tutto il mondo è come casa nostra,
fuggite, amici, le seconde scuole,
ch'un dito, un grano e un detal ve 'l mostra.
Se avanzano le cose le parole,
doglia, superbia e l'ignoranza vostra
stemprate al fuoco ch'io rubbai dal Sole.
da Poesie filosofiche

Trascrizione in prosa
Io che sono nato dall'intelligenza e dalla saggezza, sagace e innamorato del bene, della verità e della bellezza, richiamo il mondo che vaneggia e si ribella a se stesso all'inseguimento di mia madre (la Saggezza). Essa, fedele a suo marito (l'Intelligenza), mi nutre e mi fa penetrare con lei con agile snellezza dentro ogni essenza antica e nuova, perché io tutte le conosca e le muti. Se tutto il mondo è il nostro orizzonte di uomini (intelligenti e sapienti), evitate, amici, le scuole false e dottrinarie, come vi dimostra la loro pretesa di tutto numerare, pesare, riempire. Se le essenze prime travalicano le parole, consumate le storie della vostra angoscia, superbia e ignoranza al fuoco (della verità), che io (come Prometeo) rubai al sole.
(Trascrizione in prosa di G. Davico Bonino)]