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paesaggionevica4
Poesia di Tito Marrone

Sole d'inverno

Sole che sfiori, roseo, le mura
abbandonate de' giardini infermi,
e ingiovanisci, quando ti soffermi,
i vecchi muschi d'una fenditura,
e gli zampilli di variopinte
gemme componi, e indulgi su le cose
che il rovaio del tempo già corrose
e fanno pena come cose estinte,
sole d'inverno!, il tuo sorriso incerto
che sorride un momento e si consuma
forse pel nostro cuor malato esuma
forme d'antico tempo in un deserto?
Odo una molle musica di danza
come un' eco del vecchio settecento;
or sì or no mi riconduce il vento
la musica che palpita, che ansa.
Vedo sotto grandi alberi d'alloro
cavalieri canuti e antiche dame;
or sì or no traluce dalle rame
un filo, e cade a terra un disco d' oro.
Appena un po' di sole si diffonde
su l'ombra de' giardini solitaria;
e con un breve brivido nell'aria
la musica nostalgica s' effonde.
Sole d'inverno, ma se tu declini,
rientrano i fantasmi nella sera:
l'ombra si fa più lugubre più nera
dove fiorivano sogni divini;
senza strepito, chiudonsi le porte
del passato: rimane un pio rimpianto;
da quel sorriso breve un lungo pianto,
un desiderio vago della morte:
della morte che pende su le cose
vetuste, senza farIe mai cadere,
con l'ombra delle antiche primavere,
con la fiorita delle nuove rose.

da Liriche

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