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Dalla vendemmia al'limbottigliamento
La vendemmia delle uve da vino inizia a Settembre e si protrae fino a tardo ottobre.
Appena raccolta, l'uva viene convogliata in appositi locali e gettata entro enormi mastelli, dove i grappoli vengono sottoposti alla pigiatura.

In passato i contadini effettuavano questa operazione con i piedi; oggi essa viene eseguita con apposite macchine pigiatrici.

L'uva viene cosi trasformata in un liquido dolce e pastoso, detto mosto, nella misura di circa un quintale per 125 chilogrammi di uva.
È questo lo stadio più giovanile di quella sostanza che ci di li a poco si chiamerà vino.

Trasferito entro tini aperti, il mosto comincia a fermentare: invisibili organismI, i saccaromiceti  trasformano cosi in alcol etilico gli zuccheri
(fruttosio e glucosio) che sono contenuti nell'uva.

La fermentazione, chiamata anche «vinificazione», dura da ventiquattro ore a una settimana, secondo il clima e la qualità del vino.

Una cosa che forse non tutti sanno: il colore bianco o rosso del vino non dipende da quello dell'uva, ma da ciò che si fa fermentare: se solo il succo, si ottiene vino bianco; se invece si mettono a fermentare anche le cosiddette vinacce (bucce e graspi), il vino risulterà rosso.

L'operazione successiva alla vinificazione è la svinatura, che consiste nella separazione del mosto dalle vinacce.

Il risultato è un giovanissimo vino, che andrà pulito e travasato fino a quando non avrà assunto un aspetto perfettamente limpido.
Di solito il vino nuovo rimane in grandi botti per un periodo variante da uno a tre anni.
Quindi si procede all'imbottigliamento.

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