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sardegna
Poesia di Sebastiano Satta

Sardegna

Dolce, o capanna, quando agli uragani
la selva si querela e si dispoglia,
riparar nel tuo nido, sulla spoglia
d'un montone, e parlar di caccia e cani.
Ma più dolce, se ridano i lontani
fuochi dai poggi, e palpiti ogni foglia,
alla sera indugiar sulla tua soglia
erbosa, tra il brusio largo dei piani.
Sulla giogaia  pendono ghirlande
di stelle: van le greggi per profonde
serenità, fra luccicar di fonti.
Poi nell'ombra un nitrito! Ché già grande
tra mormorii di rivoli e di fronde,
s'alza la luna a benedire i monti.

Dura è la vita dei pastori in Sardegna, sia quando le piogge invernali battono insistentemente la regione, sia quando il sole con i suoi raggi  ferventi  rende arido e giallastro il paesaggio. Ma gli uomini, forti e sani come la vegetazione intatta di certe  zone della loro terra, non sembrano turbati dalla furia degli elementi, accettata con fatalismo atavico, con una rassegnazione assai vicina all'indifferenza. L'uragano che con furia selvaggia agita, sfronda la selva e scuote furiosamente le sconnesse pareti della povera capanna, lungi dall'incutere timore ai pastori sdraiati sui ruvidi velli di montone, favorisce il loro colloquio, lo rende più intimo, più dolce. Ma anche quando i fuochi brillano sui poggi nelle serene notti stellate, i pastori sardi si rifugiano nella capanna. Allora è ancor più dolce soffermarsi sulla sua soglia erbosa e ascoltare i rumori della sera e volgere lo sguardo al piano e dai bivacchi e da altri richiami intuirne la vita sonno lenta, velata dalle tenebre vespertine.
Intanto dai lontani monti scuri sembrano pendere grappoli di stelle, mentre tra il mormorio di ruscelli e fruscii di frondi, compare la luna a irradiare di bianca luce il paesaggio. Un senso di pacata serenità, di pace quasi religiosa anima la scena. La monotonia dei gesti, dei discorsi, delle tradizioni ormai iden.tiche da tempo immemorabile, pare
ringiovanirsi e assumere una freschezza nuova àl tocco dell' arte del Satta.
Più che pastori di un dato tempo, sembrano antichi fauni della terra di Sardegna che si muovono in un mondo primitivo, antico e incorrotto come le rocce della Barbagia. 
Un tono di calda intimità, di discreta comprensione si stabilisce tra il paesaggio e i pastori, avvinti dal fascino suggestivo che da esso si sprigiona.

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