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Poesia di Salvatore Quasimodo 
Convalescenza

Farsi amore un'altra morte sento
ignota a me, ma più di questa tarda,
che mi spinge sovente alle sue forme.

Abbandoni d'alga:
mi cerco negli oscuri accordi
di profondi risvegli
su rive dense di cielo.

Il vento s'innesta
docile al mio sangue,
ed è già voce e naufragio,
mani che rinascono:

mani conserte o palma a palma giunte
in distesa rinuncia.

Di te ha sgomento
il cuore secco e dolente,
infanzia imposseduta.

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