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Nel ricordo di un poeta
di Salvatore Quasimodo 

Di te amore m'attrista...

Di te amore m'attristal
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d'aranci
e d'oleandri, sereno,
cammina con rose il torrente...


Sotto il capo...

Sotto il capo incrociavo le mie mani
e ricordavo i ritorni
odore di frutta che secca sui graticci,
di violaciocca, di zenzero, di spigo.


E la strada mi dava le canzoni...

E la strada mi dava le canzoni,
che sanno di grano che gonfia nelle spighe,
del fiore che imbianca gli uliveti
tra l'azzurro del lino e le giunchiglie;
risonanze nei vortici di polvere,
cantilene d'uomini e cigolìo di traini
con le lanterne che oscillano sparute
ed hanno appena il chiaro di una lucciola

Ho dimenticato il mare

Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carruo trema nel fumo delle stoppie
ho dimenticato il passo degli aironi, delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre i fiumi della Lombardia.
In quasi tutte le liriche di Salvatore Quasimodo, c'è almeno un verso dedicato alla sua terra: questa terra che egli ama profondamente, ma dalla quale è lontano.
Il sui canto è carico di emozione e anche chi non ha mai visitato la Sicilia, dopo aver letto i suoi versi, la vede e la sente, questa terra dagli odori forti e dai colori sfavillanti.
Terra di contraddizioni, ma anche terra ricca di storia e di cultura.
Abbiamo scelto alcuni versi dalle liriche più belle, nei quali il poeta canta la sua terra. Vuole essere un omaggio a questa terra attraverso la voce del suo grande poeta.
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