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Poesia di Salvo Padrenostro
Jaquemart


Dondolo, martellando,
ripetutamente te,
nella mente accampata
campana squillante che
d'ora in ora batto,
a segnalare l'urgente
violenza di carico che
la tua immagine prende.
Batte sul cuore, ribatte,
combatte, s'abbatte, uragante
di tocchi, ritocchi; sei tu,
che martelli, non io, non più.
Io sono morto pupazzo di legno,
carne traviata dal sogno; e certo,
son baci, i tuoi, che, al risveglio,
sparsi troverò sul comò.