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Poesia di Rosa Staffiere
Nelle corsie
Nelle corsie dei nosocomi
son duri i pavimenti e i letti
scricchian di dolore.
Alla cartella clinica si attiene
il sollecito dottore
dicendo che della scienza
è l'evento della morte
e per questo all'imbrunire
si presenta curvo il cappellano.
E chi è preposto a sorvegliare
porta sulle labbra il catenaccio
per tema di dover consolare.
a che serve la pietà
dove soffre e pena l'umanità?
E sta con occhi supplici
e mani brancolanti su un pulsante
che s'allontana sempre più,
s'aggrovigliano come secchi sterpi
i piedi tra fili e lenzuoli ragnati
e nel cuore giace torpido il terrore;
che ogni giorno avanza come onda
di alghe limacciose o come Scilla
reclama ogni istante nuovo sangue.
Le labbra pallide e arse si muovono lente
e recitano preci conosciute da bambino
mentre come allora trema e si rannicchia
al gemere del vento e ignora !
che la notte sull'immenso telaio
dipana filo dopotilo la sua trama fosca.

Aprile 1998
Scilla: mostro mitologico