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Autunno5
Poesia di Raissa Maritain

Autunno

Un ramo con un passerotto
Cantava perdendo le foglie
L'autunno teneva l'archetto
Del violino che gemeva
Nel vento venuto dall'ovest
Mormorando malinconie
E il passerotto solo piangeva

Mentre l'olmo bruno fioriva
Delle sue lacrime in corolle
Di cristallo e d'oro novello
Ecco il ramo e il passerotto
Nella bruma nuda e grigia
Hanno unito il loro pianto
Al mistero della notte

AUTOMNE
Une branche sur l'oiseau
Chantait en perdant ses feuilles
L'automne tenait l'archet
Du violon qui gémissait
Dansle vent venu de l'ouest
Murmurant des choses tristes
Et l'oiseau pleurait tout seul
Fleurissant le sombre ormeau
De ses larmes en corolles
De cmtal et d'or nouveau
Et la branche et le moineau 
Dans la brume pure et grise
ant marié leur nostalgie 
Au mystère de la nuit


Autunno: composta a Roma tra il 1945 e il 1948. Secondo la. Suther, « si colloca perfettamente tra poesia pura e poesia mistica; è nello stesso tempo una canzone
quasi parnassiana a versi diseguaIi, pittorica e soprattutto musicale, e una sorta di cantico spirituale che testimonia l'unità profonda della Creazione». 
È possibile secondo la stessa studiosa - considerare l'uccello, l'albero, ecc. "come dei simboli cristiani: in questo senso, Autunno oltrepassa la linea invisibile tra il profano e il sacro. [...] È innegabile che la poesia Autunno splende dell'ambiguità radicale che anima -si può ben dire illumina - la prosa e la poesia di Raissa: il suo amore
smisurato per la dolcezza del mondo e il suo amore illimitato per Dio. È la presenza di questa illuminazione che caratterizza Autunno e la differenzia per esempio dalla
bella Canzone d'autunno di Verlaine alla quale, per altri aspetti, Autunno è simile»

Traduzione di Anna Bettini

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