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Poesie di Rabindranath Tagore

I desideri della mia vita s'accordino, Fuori nel mondo, Nella gioia del volo l'uccello, Amante, quando, vestito dal dolore, Resa, Chi sei tu, lettore che leggerai le mie poesie, Fra gli affanni e le pene della vita, Quando la stretta delle mie braccia è disciolta, Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni.

 


La gioia che tutto pervade

I desideri della mia vita s'accordino

I desideri della mia vita s'accordino
alla grande armonia della tua gioia.
n tuo cielo, fonte di candida luce,
non disprezzi la mia piccola dimora;
le stagioni in leggera danza,
mi facciano sempre interiormente nuovo.
La tua gioia non trovi opposizione
nelle mie membra, né nella mia mente.
La tua gioia risplenda come pura luce
nel mio grande dolore;
la tua gioia disperda la mia miseria,
sbocci come un fiore in tutte le mie azioni.


28 giugno 1910, da Gitanjali


Fuori nel mondo

Fuori, nel mondo
cerchi materiale di gioia:
ma solo in te stesso
lo puoi trovare.

Da Sjulingo





Nella gioia del volo l'uccello

Nella gioia del volo l'uccello,
qua e là, nel vuoto,
va scrivendo parole
senza alfabeto.
Quando la mente vola
si risveglia la mia voce,
la penna descrive
la gioia delle ali.

Da Sfulingo


Amante, quando, vestito dal dolore

Amante, quando, vestito dal dolore
vieni nella mia mentè,
allora ti riconosco
come gioia.

Da Sfulingo






Resa
lo darò canto alla tua gioia,
una melodia che conosco,
legata in due o tre versi
da tanto intimo amore.
Nel pianto del dolore
risuonerà la mia voce,
melanconica e afflitta,
assieme alla tua voce.
lo ti adorerò nei fiori,
nelle piante della foresta;
in cima alla tua fronte
poserò i colori dell'amore,
ti legherò con legami variopinti.
Farò l'altalena sulle onde
dell' oceano della gioia
con nuovi canti e melodie.
Non ho più orgoglio ,
per la vita umana:
fissato al tuo volto materno
di un verde tenero,
ho amato la tua terra,
la tua polvere.
Stretto al seno
dove sono nato
non correrò più a cercare
la salvezza altrove.

19 novembre 1893, da La barca d'oro


Chi sei tu, lettore che leggerai le mie poesie

Chi sei tu, lettore che leggerai le mie poesie
tra cento anni?
Non posso mandarti un solo fiore di questa ricca
primavera,
né darti un solo raggio d'oro delle nuvole
che mi sovrastano.
Apri le tue porte, guardati intorno.
Nel tuo giardino in fiore cogli i fragranti ricordi
dei fiori sbocciati cento anni fa.
Nella gioia del tuo cuore che tu possa sentire
la vivente gioia che cantò, in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta, attraverso cento anni.

Da Il giardiniere

Fra gli affanni e le pene della vita
Fra gli affanni e le pene della vita,
questo messaggio dei saggi brilla lucente
nel mio cuore:
«L'immortale si manifesta in gioia».
Mostrar l'inverso è solo ingegno vano,
cercando di sminuire il Grande.
Colui che vede la Verità Suprema
oltre il Tempo e lo Spazio, nella sua interezza -
sol per lui la vita ha un senso.

28 novembre 1940, mattino, da Ali della morte


Quando la stretta delle mie braccia è disciolta

Quando la stretta delle mie braccia è disciolta
da tutte le cose che ho ardentemente desiderato
è allora che in una visione
io vedo il Tutto
splendente alla luce del mattino.
Il Vuoto non è mero deserto!
Allora io colgo dei saggi il messaggio:
«Nessuno potrebbe vivere o morire,
se la Gioia che tutto pervade non colmasse il cielo».

3 dicembre 1940, mattino, da Ali della morte


Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni

Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi della tua gloria, Amore,
trasfigurandomi la vita per la prossima bellezza della
morte.
Come il sole al tramonto ci lascia intravvedere
un angolo di cielo, hai mutato il mio dolore in gioia
immensa.
Per incanto, Amore, vita e morte sono diventate per
la stessa grande meraviglia.

Da Petali sulle ceneri

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