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Poesia di Rabindranath Tagore
Vieni come sei non indugiare a farti bella 

Vieni come sei non indugiare a farti bella.
Se le trecce dei capelli sono sciolte se la riga
non è dritta se i nastri della veste sono slacciati,
non badarci
Vieni come sei non indugiare a farti bella.
Vieni in fretta sull’erba a passi veloci
Se la rugiada scioglie la rossa pittura
dei tuoi piedi se i bracciali con le campanelle
s’allentano alle tue caviglie se cadono le perle
della tua collana non badarci
Vieni in fretta sull’erba a passi veloci!
Non vedi quante nuvole oscurano il cielo!
Stormi di gru si levano in volo dall’altra riva del fiume
e raffiche improvvise di vento passano veloci
sulla brughiera
Il gregge impaurito corre verso gli ovili del villaggio.
Non vedi quante nuvole oscurano il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilette,
il vento la sbatte e la spegne.
Chi potrebbe dire che le tue palpebre non sono
tinte di ombretto nero?
I tuoi occhi sono più oscuri
delle nuvole minacciose
Invano accendi la lampada della tua toilette,
per prepararti
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la ghirlanda non è bene intrecciata, che importa?
Se il braccialetto non è chiuso, lascia stare.
Il cielo è coperto di nuvole, è tardi.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.

Rabindranath Tagore da L'amore

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