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Poesia di Rabindranath Tagore
Vestito nuovo

L'ansia di tutto il corpo vuole parlare,
perciò mi sono vestito a nuovo.
Chi può cogliere la novità dentro il mio cuore?
Le onde della novità

attraverso le membra
si sono rivelate nel vestito nuovo.
Mi sono stretto attorno
i toni del mio corpo.

Ho già donato il vestito al mio corpo
eppure voglio ridonarlo ancora
mille e mille volte.
Dentro il nero delle pupille
si riflette sempre nuova luce,
fioriscono sempre nuovi sorrisi,
e con essi delicatamente
il vestito nuovo rinnova le mie membra.

La luce pallida della luna guarda
alle ombre della foresta
con occhi pieni di pianto.
In quei momenti, il mio vestito ed io
ci uniamo, uno in due,
in rinnovata visione.
Il vestito nuovo, avvolgendo le mie membra,
tra piega e piega, tra orlo e orlo
parla sottovoce.

Il mio cuore non è soddisfatto
della colorata lusinga del cielo della sera:
perciò dipingo il mio vestito
a volte di colore pallido
a volte di colore vivido.
Guardate il mio vestito nuovo: azzurro
come il cielo lavato dalla pioggia.

Questo colore senza riva,
questo azzurro senza direzione
assomiglia alla foresta,
all'altra sponda del fiume.
Da lontano l'aria che spira verso il mare
ha trapassato il mio corpo.
Il messaggio di una nube gonfia d'acqua
porta alle mie membra una veste nuova.

Sul Gange, novembre 1915, da Balaka

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