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Poesia di Rabindranath Tagore
Il mio cane

Ogni mattina il mio devoto cane
presso la sedia silenzioso aspetta
finché io lo saluto con un colpetto.
Al ricevere questo tenue omaggio
di gioia il corpo suo tutto trasale!
Fra tutte le mute creature
lui solo, penetrando il velo del bene e del male,
ha visto l'uomo nella sua interezza,
essere per cui può dare la vita contento,
cui senza secondi fini può riversare amore
da un opaco sentire che a stento trova la via
verso il mondo della coscienza.
Quando vedo l'offerta di questo muto cuore
supplice del suo stesso bisogno,
immaginar non so quale raro valore
la sua saggezza pura trova nell’Uomo.
Col suo tacito sguardo, patetico, smarrito,
quel che afferra non può esprimere in parole;
ma per me rivela il vero significato dell’Uomo,
nello schema del Creato.

Il cane è per definizione l'amico dell'uomo e in ogni epoca si trovano scrittori che hanno a lui dedicato pagine nelle quali vengono messi In evidenza i caratteri che rendono simpatico questo animale nonché le innumerevoli e spesso straordinarle prove di commovente fedeltà tributate all'uomo. Questa lirica di Tagore, sembra particolarmente profonda poiché In essa si tenta di trovare una spiegazione all'amicizia che lega un cane al suo padrone. Secondo il Poeta tale amicizia nascerebbe da un'oscura quanto lstintiva percezlone della grandezza e della dignità dell'uomo nel creato, alla quale il cane sente dl doversi generosamente e completamente sottomettere. Questa interpretazione sottintende una lezione morale per i lettori, in quanto rappresenta un invito a non awillre quella grandezza che l'istinto rivela al cane e che molto spesso, per la loro superficialità, rimane invece sconosciuta agli uomini stessi.

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