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fogliamorta
Poesia di Rabindranath Tagore
Lettera della giovinezza

Oggi, nel mio eremo,
un folle vento di primavera
è venuto a sconvolgere
le foglie cadute a gennaio.
Senza ritegno e paura
sparge per l'aria risa d'argento
scuotendo i giorni
dell'inverno inerte.


La mia giovinezza,
da lungo tempo dimenticata,
improvvisamente
ha deposto un messaggio
nelle mani della primavera
a un cenno inatteso del suo canto.

Scrisse:
Io abito in dimore eterne
io, tua giovinezza
per tutta la vita.
Ho il collo cinto d'una collana di corallo,
le mie vesti di topazio
alitano i profumi
della foresta lontana.
Pur dimenticata
con te veglio
di respiro in respiro
nel soffio fecondante della primavera.
Con te veglio
di contemplazione in contemplazione,
di sorriso in sorriso,
in dolci suoni di flauto
a mezzogiorno.

Scrisse:
Vieni, vieni presto
alla fine della via
dell'età logorata,
attraversa i cancelli
della morte,
getta via la collana di fiori avvizziti.
Finiranno i sogni
e le speranze vane
si perderanno nella polvere.
Solo io tua giovinezza
rimango per sempre:
Ritorna, ritorna al mio fianco,
ci rivedremo spesso
di qua e di là nella vita.

Surul, 8 gennaio 1915, da Balaka