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Poesia di Primo Levi
Le stelle nere

Nessuno canti più d’amore o di guerra.

L’ordine donde il cosmo traeva nome è sciolto;
Le legioni celesti sono un groviglio di mostri,
L’universo ci assedia cieco, violento e strano.
Il sereno è cosparso d’orribili soli morti,
Sedimenti densissimi d’atomi stritolati.
Da loro non emana che disperata gravezza,
Non energia, non messaggi, non particelle, non luce;
La luce stessa ricade,rotta dal proprio peso,
E tutti noi seme umano viviamo e moriamo per nulla,
E i cieli si convolgono perpetuamente invano.

30 novembre 1974

La poesia tratta il tema biblico della fine del mondo e compone insieme un'estrema sintesi della storia dell'universo. Levi collega l'apocalisse al tema scientifico dei buchi neri, rinviando in una chiosa posteriore a un articolo della rivista «Scientific American» del dicembre 1974

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