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Poesia di Pietro Metastasio
Vecchiaia

Chiamo ogni giorno ai consueti uffici
le castalidi dee: ma più non hanno
cura di me le sacre mie nutrici.

In van tempro la cetra, in van m'affanno,
ché ritrosi adattarsi i detti miei
all'armoniche leggi or più non sanno.

Qual ne sia la cagione io non saprei:
so che poco or mi val quanto adunai
da' Toschi, da' Latini e dagli Achei.

Forse è vizio del clima, a' pigri rai 
del vicino Orion: forse l'ingegno
cangiò natura, e intorpidisce ormai.