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Poesie di Pietro Mastri

Poesia di Pietro Mastri - L'età bianca


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Poesia di Pietro Mastri
L'età bianca

Puerizia: innocenza!
Cuore chiaro, monde mani:
vivere senza domani
in una febbre di crescenza.

Sentirsi nel tempo andare
come in una correntia,
lenta, infinita, via, via,
tra sponde lontane e pur chiare.
Sognare: ogni cosa mistero:
e il sogno sentir vivo e vero.

Esser di tutti e di nessuno,
a portata di chi ci voglia,
come sul ramo la foglia,
come la mora sul pruno.

Essere una creatura
di Dio, pari a tutte le altre
più deboli, meno scaltre,
nostre sorelle in natura.

Aver, si, bisogno d'aiuto:
e non come il cieco né il sordo né il muto.
Aver chi ci tiene per mano
camminando in mezzo a la folla;
chi ci parte il quotidiano
buon pane che ci satolla;

chi nel caldo lettuccio, a notte,
ci rincalza con mani si pronte;
e, mentre che il sonno c'inghiotte,
sentir quel bacio sulla fronte,
quelle dita, che, Contro ogni male,
segnano la croce sul guanciale.

Svegliarsi con uno strido
di bramosia, ogni mattino,
a guisa del rondinino
che si spenzola dal nido.

Guardare, attoniti, il dono
del mondo creato allora,
creato per noi; che s'infiora,
che splende, ch'è bello ed è buono ...
Rider del vostro medesimo riso,
o terra verde, o ciel fioraliso!

Scuotere il pianto che venne
facile agli occhi, se accada,
come gli uccelli dalle penne
le gocciole della rugiada.

Portar ancora fresca in noi l'orma
divina; ed un che di SI lieve,
. di bianco, un candore di neve,
che tremola in noi, senza forma;
che forse è un fantasma di ali,
dell' ali di prima, o mortali!...

Puerizia: innocenza!
Cuore chiaro, monde mani;
vivere senza domani
in una febbre di crescenza:
vivere senza sentire
di vivere, che è morire.

E cogliere, coi riccioli al vento,
le lucciole del firmamento.

Da La via delle stelle

Età divinamente bella l'infanzia quando il vivere era per noi un prolungato sognare e, mentre il corpo via via si rinvigoriva, un attonito aprirsi degli occhi sopra il mistero del mondo; quand'eravamo deboli e bisognosi di aiuto, si, ma nella perfezione del nostro essere di allora, vezzeggiati e contesi da tutti, guidati e vegliati dalla cara immagine della mamma! Anni davvero felici quando nei nostri occhi parevano riflettersi la gioia e il sorriso del cielo e il pianto dileguava improvviso con la stessa facilità con cui era
sgorgato; anni in cui nell'innocenza della nostra anima d'allora si riverberava la divina bellezza dell'angelo e il sogno nella nostra fantasia assumeva le parvenze e le forme della più indubitata realtà.

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