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Poesia di Piero Tucceri
A mio padre

Donandomi la vita,
mi prendesti per mano.
Mi desti sicurezza.
Mi desti fiducia.
Sentii che con te
sarei giunto ovunque.
Con te
non avrei temuto
nulla e nessuno.
Ti vedevo forte.
Ti vedevo deciso.
Ti vedevo sicuro.
E in effetti lo eri.
Così son cresciuto.
Sempre con te.
Seguendo sempre
il tuo esempio.
Fino al declino
della tua esistenza.
Fino al tuo estremo
alito di vita.
Allora ho capito
la tua vera importanza.
Allora ho capito
il senso della tua presenza.
L'ho capito
quando siam rimasti soli.
Io e te.
Anzi, io, tu e la Morte.
Allora ti ho ringraziato
per l'irripetibile
esperienza condivisa.
E ti ho chiesto
perdono.
Il perdono per quel che ti aspettavi
da me
e che non son riuscito a offrirti.
Così mi hai lasciato.
Con la mia mano
stretta nella tua.
L'hai stretta con forza.
Con la forza
del tuo Amore.
Fino alla fine.
Fino a quando hai avuto
la forza per farlo.
Per darmi coraggio.
Per non
lasciarmi solo.
Per confortarmi
con la tua presenza.
Per rassicurarmi
che saresti rimasto
al mio fianco.
Come sempre.
Nel bene e nel male.
Per incoraggiarmi
a non cedere
nel difficile cammino della vita.
Poi, con le lacrime agli occhi
e col cuore affranto,
ho sfiorato con le mie labbra
la tua fronte ormai fredda.
La tua fronte
ormai senza vita.
Così mi hai detto addio.
Lasciandomi nel cuore
la gratitudine per tutto quello
che mi hai donato.
Con te tramonta
la più bella stagione
della mia vita.
Perciò Grazie, papà.
Grazie, perché ti sento
sempre al mio fianco.
Il tuo sempre piccolo
Piero.

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