Login

Pin It

Refoli (Pensieri) di Pier Angelo Piai

Per Pier Angelo Piai i refoli intendono ottimizzare quella  frazione di tempo di durata indefinita, perchè il pensiero è lontano dalla realtà così da sentirsi e da apparire separato da essa. 

EBBREZZA

Il mio corpo appesantito
sembra evaporare
in un mare di stelle

DISAGIO

Un’armonia distonica
sospende nell’aria evanescente
inquietudini assopite

ILLUSIONI

Microcosmi e macrocosmi
s’intersecano fluidi
a svelare e nascondere il reale

RISVEGLIO

Una mano sfiora una superficie ruvida
l’altra l’attende inoperosa
il risveglio della mente.

ESSENZIALITÀ

Rami d’albero nudi protesi
verso il cielo infinito
richiamano l’essenziale

RECIPROCITÀ

L’occhio che scruta
poliedriche essenze
è a sua volta scrutato

OSMOSI MODERNA

Multimedialità poetica
e poesia multimediale:
questo computer ammicca

ESISTENZA

I resti della madre
in un loculo tra loculi:
si intrecciano la morte e la vita

TRANQUILLA DISPERAZIONE

Il canto della tortora
tra i rami di un pino:
anch’io ho un gemito interiore

MODERNITÀ

Internet s’impone onnisciente:
risponde alle tue richieste,
ma evade i tuoi interrogativi

CONTRASTO

Vocalizzazioni vibranti
di passeri casuali:
sullo sfondo i fumi della ferriera

ASSURDITÀ

Osservo attonito
questo mondo complesso
mentre calpesto il suolo
con suole di marca

FRAGILITÀ

Un uomo-Dio appeso
raffigura il crocifisso:
anch’io sono sospeso
su questa fragile esistenza

EVOLUZIONE

L’albero troncato
addita il tempo che scorre
contando le sue spire

ABITUDINE

L’inerte campagna invernale
nasconde frammenti di vita
che l’occhio ormai sazio non vede

TRANSITORIETÀ

Si srotola la natura
quando il sole splende:
la gioia dell’attimo
sulle ali di una farfalla

CONTEMPLAZIONE

Un volo d’uccello
oltre il mio balcone:
un agile pensiero
ristagna nella cella interiore

IL TEMPO

Una valanga travolge
lo sciatore incauto:
incombe il futuro
a vanificare il passato

INQUIETUDINE

Un merlo schiocca
cercando il suo nido,
ma il pensiero non riposa

NOSTALGIA

Una limpida acqua garrula
accende lontani ricordi
che, sobri, frizzano nel nulla

ILLUSIONE

Il sorriso dell’adolescente
ricongiunge con stupore
l’infante e l‘adulto:
ed è già sera

ESTASI

Saltella la giovinetta
tra filari di viti autunnali:
un volto smagliante
tra foglie giallastre

MORTE

Un trattore tormenta la terra
mentre c’è attesa all’intorno:
brulicano i vermi
ignari del loro destino

GENERAZIONI

Il giovane dorme,
veglia l’anziano
si scioglie in mano
il ghiaccio che trafigge

INNOCENZA

Sguardi giovanili s’incrociano
sfidandosi con supponenza:
le pupille riflettono una nube
che si sfalda nel cielo vorace

ANGOSCIA

Un cumulo di terra
tra le mani del giovane:
si sbriciola la vita

SPERANZA

Il muro ha i limiti
che la nostra mente impone
ma dai crepacci
la lucertola fa capolino

VISIONE

Primule policrome
e piante avizzite:
uno sguardo le fonde

LA VITA

L’alloro sempreverde
lascia le foglie secche a terra:
un’abbraccio alla vita
e svanisce il passato

ETERNITÀ

Cinguettii lontani
e remote voci umane
m’inebriano d’istante

RICAPITOLAZIONE

I miei passi cadenzati
sull’umido suolo
applaudono i morti

INCONSCIO

La corteccia a placche
del pino gagliardo
nasconde microcosmi
di stagioni accartocciate

RIGENERAZIONE

Il pino a metà abbattuto
dal vento imponente
ha alzato i suoi rami
che ora svettano verso il cielo

PASSATO

Il canto lontano di un gallo
riecheggia tra vigorosi latrati:
una crudele giovinezza
divorata da gole voraci

MICROCOSMO

Una gemma solitaria
da un esile ramo
m’immerge nel Tutto

SENSO

Suoni nell’aria
e vibrazioni al suolo
m’interrogano a lungo

EMERSIONE

A lenti passi nel giardino
mi lascio andare,
scivolano sulle nubi
i folli pensieri

ISTINTO

Abbonda il cipresso
di galbuli corazzati:
eccesso di vita

PROVVISORIETÀ

L’agile fanciulla
gioca sul muretto inconsapevole
che nulla è stabile

TACITURNO

M’immergo nel silenzio
guardandomi attorno
e nulla ho più da dire

DESIDERIO

Le tenebre avvolgono le cose
mentre scintillano luci lontane:
l’animo s’acquieta
nella sua nicchia ovattata

MISTERO

Nella diacronia naturale
si assaporano
sprazzi d’altri tempi:
intere stagioni raccolte nell’istante

ENERGIA VITALE

Manuel ha due neri occhi partenopei
che brillano di speranza:
in loro geme e sorride l'umanità

SENESCENZA

Mi chiamano professore,
sono poco convinti:
mi vedono come uno di loro
oltre il corpo logoro e datato

PLEROMA

L’universo è concentrato
nell’uomo-Dio
che ha diviso la storia
e ha scosso le coscienze

CONSAPEVOLEZZA

Esiste ciò che percepiamo
percepiamo ciò che esiste:
la vita è esserne coscienti.

NOIA

Insistentemente il cane latra
sul paese sonnacchioso:
sprazzi di vita monotona

AUTENTICITÀ

Il sole itinerante illumina
ma la verità si acquisisce
nell’immobilità della mente

SOLITUDINE

Un papavero a lato
di messe rindondanti
attende uno sguardo:
tra breve nessuna traccia

ITINERANZA

L’albero solitario
sonnecchia oltre le spighe:
una strada si perde nell’ignoto

IGNOTO

L’ombra della ruota
gira come il destino:
la via è colma di incertezze

CONNUBIO

Il fanciullo innocente
gioca spensierato
con foglie secche:
vita e morte s’abbracciano

VANITÀ

La tenera giovinetta
osserva l’acqua che scorre
ignara del tempo
che logora lapidi

PRIGIONIA

Avvinghiato dall’edera
il tronco pare in agonia:
le verdi gemme lo rincuorano

TENEBRE

La notte ventosa
scintilla all’orizzonte:
in ogni casa una mensa calda.

INCANTO

Nel mio studio serale
la gialla luce dell’abat-jour
s’accorda con remote stagioni

INCARNAZIONE

In un fragile frammento
d’ostia:
il cielo in terra,
la terra in cielo.

SERA

In attesa della cena invernale
una nicchia calduccia
prepara pensieri impenetrabili.

FANTASMI

Esili ombre notturne:
da luci allampanate
sgusciano reminescenze.

INERZIA

Viaggio apparentemente immobile
sul suolo di un pianeta
risucchiato da abissi cosmici

IMMENSITÀ

Pullulano arcani universi
in una goccia pendula
arrivata chissà da dove.

IGNOTI

Nomi e cognomi su lapidi
osservo meditabondo:
infinite storie quasi presenti.

NARCISISMO

Adolescente mi osservo
immortalato in bianco e nero
ma è l’anima la vera immortale

ATTIMI

Un’esile ombra oscilla
sul vetro che protegge
la mia intimità dalla notte

INCONSAPEVOLEZZA

Un pullulare immenso di acari
attraversa la tua pelle
mentre osservi l’ignoto.

CADUCITÀ

È un’impalcatura che cadrà
il tuo corpo così fragile,
ma rimarrà l’essenziale.

REMINESCENZA

Due passi con l'amico,
un nero gatto questuante
m'aprono spazi adolescenti.

MUSICALITÀ

Si rincorrono le meste note
ad assopire remoti conflitti:
si riconciliano le passate stagioni.

PURIFICAZIONE

Il vuoto mentale sospende
Il tempo che vibra remoto:
catarsi muta dell'anima.

Pin It

Commenti