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Poesia di Pedro Salinas
Ho scordato, per prima, la tua voce

Ho scordato, per prima, la tua voce.
Se tu ora qui passassi, al mio fianco,
domanderei: “Chi è?”.
Poi mi sono scordato il tuo passo.
E non so più se nel vento
si scansa un fantasma di carne,
se sei tu.
Ti sei sfogliata tutta lentamente
prima che fosse inverno:
il sorriso, lo sguardo, il colore
del tuo vestito, il numero
delle tue scarpe. E ancora
ti sei sfogliata:
hai perduto la carne, il tuo corpo.
E m’è rimasto solo,
di te, le sette lettere del nome.
E tu tenti di vivere,
agonizzando disperatamente,
in loro, anima e corpo.
La linea del tuo scheletro,
la tua voce, il tuo riso, sette lettere.
Loro. E a dirle sono
ora il tuo corpo, ormai.
E mi sono scordato del tuo nome.
Se vanno separate sette lettere
non si può riconoscerle.
Passano i tram gli annunci: lettere
s’accendono a colori della notte,
vanno su buste dicendo
altri nomi.
E tu finirai lì
già disciolta, disfatta, inesistente.
Sarai tu, il tuo nome, che eri tu
in sospensione dentro scialbi cieli
in una gloria astratta d’alfabeto.

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