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Poesie di Paul Verlaine - speranza
Se la speranza brilla come un filo

Poesia di Paul Verlain

Se la speranza brilla come un filo
di paglia nella stalla perché temi
la vespa ebbra del suo volo folle?

Vedi, da qualche buco filtra sempre
 la polvere del sole. Perché dunque
tu non dormivi, il capo sulla panca?

Povera anima pallida, quest'acqua
del pozzo ghiacciato, bevila, almeno.
Poi dormi, dopo. Via, tu vedi, io resto,
 e i sogni assopirò della tua siesta,
tu canterai come un bimbo cullato.

Di grazia, allontanatevi, signora.
Mezzogiorno suona. Egli dorme. È strano
come suonano i passi di una donna
 nel cervello dei poveri infelici.

Su, dormi! ho fatto spazzare e inaffiare
tutta la stanza. Mezzogiorno suona.
Come un ciottolo brilla la speranza
dentro una buca. Ah, quando fioriranno
 le rose di settembre un'altra volta!

La lirica fu scritta da Verlaine nel 1873, nella solitudine della prigione, quando il poeta cercava, in un cristianesimo intimo e sentimentale, consolazione e ispirazione.
Intitolata inizialmente Estate, tra le prime poesie della raccolta Saggezza, Se la speranza brilla rappresenta uno dei risultati più maturi e belli della poesia di Verlaine.
Tre sono i personaggi: il poeta stanco e infelice,' un personaggio generoso (l'altra parte dell'io) che offre al primo ristoro e pace in una casa avita (col ricordo del passato) a mezzogiorno (nell'ora, cioè, che brucia e in cui culminano il giorno e la vita), e, terzo, una signora (simbolo della donna in genere -o della moglie, da cui Verlaine si separava? -), evocata come elemento di disturbo al sonno infantile. La poesia è chiaramente «simbolica», trasognata, allude a un rientro del poeta nella vita, a un 'accettazione di essa anche nei suoi aspetti pieni (la vespa ebbra che vola) e, insieme, alla riscoperta fiduciosa di una serenità perduta. Per fa! ciò, bisogna tornare fanciulli, ritrovare la parte buona di. se stessi (il personaggio che spazza e rinfresca la stalla), escludere elementi spuri (cioè inutili) come la donna, che, evidentemente, non ha compreso il poeta, e sognare! Tutto questo è espresso per simboli, allusioni, immagini, colori e
sonorità (i gialli estivi della paglia, dell'ape, del fienile, il bianco pallido del poeta, il brillio luminoso del ciottolo.. .). E l'interpretazione può essere questa, ma anche un 'altra: il poeta, infatti, non dà significati conclusi.

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