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Poesia di Paul Verlaine
Il mare

Il mare è più bello
che le cattedrali,
nutritore fedele, 
cullatore di rantoli, 
il mare su cui prega 
la Vergine Maria! 
Ha tutti i doni
terribili e dolci:
sento i suoi perdoni
rimbrottare i suoi corrucci...
In questa immensità
non v'è caparbietà.

Oh, così paziente, 
anche quando cattivo! 
Un soffio amico pervade 
l'onda, e ci canta: 
O voi senza speranza, 
morite senza sofferenza! 

E poi sotto i cieli 
che vi ridon più chiari, 
ha delle arie azzurre,
rosee, grigie e verdi...
Più bello di tutti,
 migliore di noi!

 L'interpretazione del mare trova una sua nota in-confondibile nell'alone quasi mistico nel quale esso è immerso: l'immagine delle cattedrali, la visione devota della Vergine, contribuiscono a suscitare questa impressione.
 I versi acquistano un'ampiezza di respiro che si accorda alla vastità della distesa marina.
 Il poeta è affascinato dal mare: ogni lode innalzata alla sua generosità, alla sua indulgenza, alla luminosa bellezza delle sue tinte, sembra condurre alla conclusione dei due versi finali, che esaltano quell'elemento al di sopra delle umane creature.

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