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Poesia di Paul Verlaine
Ariette dimenticate 

Il vento nella pianura
sospende la sua corsa.
(favart)
È l'estasi languida, 
è la stanchezza d'amore,
tutti i brividi dei boschi
nella morsa dei venti,
è il coro di piccole voci
verso le grigie fronde. 

O lieve e fresco mormorio!
Cinguetta e sussurra,
assomiglia al dolce grido
 che l'erba mossa esala... 
Lo diresti (sotto l'acqua che gira)
il rotolio sordo dei ciottoli.

Questa anima che si lamenta
in questo sònnolento gemito,
 è la nostra, non è vero?

La mia, dici, e la tua
da cui sale l'umile antifona,
in questa sera tiepida, sommessamente?

Da Romanzo senza parole
È una poesia da gustare nel suono; nelle sensazioni languide,' nelle immagini così naturali e allo stesso tempo sospese in un tempo astratto,. nell'amore diffuso e sommesso, che abbraccia la natura, l'anima del poeta edi chi gli sta accanto. Tutto è espresso con un ritmo lento, contemplativo. Lo scambio tra attributi umani o naturali (brividi dei boschi, dolce grido dell'erbe mosse) crea una fusione assoluta degli elementi, che si matura nel linguaggio e solo attraverso esso riesce a offrire nuove dimensioni magiche alla realtà circostante.

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