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Poesia di Camilla Del Soldato
Campane di Pasqua

Il bimbo in chiesa: - Mamma, perché mai
non ha l'altare né un lume, né un fiore,
e le campane sono mute? Lo sai?
Zitto, piccino mio, che Gesù muore!
  E il bimbo, a più sommessa voce:
«Muore? Perchè? » - «Perché l'han messo in croce »
Sabato Santo. Uno sprazzo d'azzurro
ecco, un raggio di sole all'improvviso.
E poi, d'un tratto, tutte le campane
sciolte ad un canto libero, trionfale.
Cantano tutte, vicine e lontane.
Corre alla mamma, come avesse l'ale,
il piccolino: - «Dunque, non è morto!»
«No, amore mio, non più, Cristo è risorto!»

 La forma dialogata infonde un tono di ingenuo candore a tutta la lirica, che vuole far sentire soprattutto ai fanciulli la gioiosa atmosfera della Pasqua. Dalla disadorna e muta attesa del Venerdì Santo, la poetessa ti porta al trionfale squillo delle campane del Sabato Santo,
sempre attraverso la sensazione semplice e ignara di un bimbo, ottenendo il desiderato effetto di spontaneità.

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