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 Poesia di Franco Bianchi 
Pasqua

Din don dan: le campane
nell'azzurro pasquale
hanno un tono cordiale,
quasi di voci umane.

Dicono: - Vedi, il mondo
risorge con Gesù.
Che cosa farai, tu,
di nuovo e di fecondo?

Con sua cert'aria scaltra
la gallinella arzilla
prima da una pupilla
ti guarda e poi dall'altra,
e dice: - Ho fatto l'ovo
pasquale, coccodè.

Adesso tocca a te,
cot cot, a far del nuovo!

Uscita dall'ovile
la pecora brucando
fa un belato blando,
tra attonito e gentile:
Be-eh, vi ho fatto dono
de' miei figliuoli cari,
e tu non ti prepari
a un sacrificio buono?

La colomba nel sole
con aria un poco tronfia
tuba dalla rigonfia
gola le Sue parole:
lo sono dell'amore
il simbolo, glu glu.
Ma, rissosetto, tu
cos'hai in fondo al cuore?

Una mano cortese
a capo del tuo letto
un fragile rametto
di fresco ulivo appese,
e, se ogni cosa tace,
non sembra dire anch'esso
un non so che, sommesso,
di dolcezza e di pace?

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