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Poesie di Pablo Neruda

Ode all'odore della legna di Pablo Neruda


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tagliaboschi
Ode all'odore della legna
di Pablo Neruda

Nell'arte del poeta cileno Pablo Neruda anche gli oggetti più comuni della nostra esperienza quotidiana acquistano significati e risonanze universali basta ch'egli nomini una goccia d'acqua per farvi sentire il mistero dell' oceano sconfinato; una fredda notte stellata, profumata dall'aroma resinoso della legna, riconduce alla sua fantasia l'infanzia, la casa, la gente laboriosa e povera da cui egli ebbe vita.
Pablo Neruda, nato a Parral nel Cile, in una piccola città di tagliaboschi e di segatori, ha attraversato e attraversa tutte le strade del mondo, cantando la pace e la giustizia, sperando nella fine della povertà e nella fratellanza fra gli uomini. La nostalgia della sua terra, gli giunge con l'odore balsamico della legna, che è come la « rosa più profonda» o « il cuore reciso dalla terra ». L'albero è dunque un simbolo della sua infanzia, della sua mite gente di stirpe araucana, delle sonanti e profonde foreste cilene: l'odore della legna diventa visibile ai suoi occhi, si trasforma, cioè, nell'immagine della sua casa, del suo cielo, del notturno galoppo delle onde oceaniche.


Tardi, con le stelle
aperte nel freddo
aprii la porta.
Il mare
galoppava
nella notte.

Come una mano
dalla casa oscura
uscì l'aroma
intenso
della legna custodita.

L'aroma era visibile
come
se l'albero
fosse vivo.
Come se ancora palpitasse.
"Visibile
come una veste.

Visibile
come un ramo sferzato.
Girai
dentro
la casa
circondato
da quella balsamica
oscurità.

Fuori
le punte
del cielo scintillavano
come pietre magnetiche,
e l'odore della legna
mi toccava
il cuore
con dita,
come di gelsomino,
come di alcuni ricordi.
Non era l'odore acuto
dei pini,
no,
non era
la scalfitura nella pelle
dell'eucalipto,
non erano
neppure
i profumi verdi
della vigna,
ma
qualcosa di più segreto,
perché quella fragranza
una sola,
una sola
volta esisteva,
e lì, di tutto ciò che vidi nel mondo,
nella mia stessa
casa, di notte, presso il mare d'inverno,
lì stava attendendomi
l'odore
della rosa più profonda,
il cuore reciso della terra
qualcosa
che m'invase come un'onda
staccata
dàl tempo
e si perse in me stesso
quando aprii la porta
della notte.


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