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Pablo Neruda
Guarda , fratello, come viviamo

Il poeta lo definisce un inferno: certamente è un ambiente disumano, dove gli uomini vivono come talpe nelle gallerie sotterranee e come miserabili nelle case-baracche esposte al sole, alla polvere e alle cimici.
Solo chi non ha alternativa, può accettare il lavoro in miniera rischioso, mal retribuito e per di più, dimenticato dalla società. Il poeta stringe la mano a questi eroi oscuri, riconoscendo il loro prezioso contributo al benessere civile, ma soprattutto li sente degni di una maggiore solidarietà umana.

 
Guarda , fratello, come viviamo

Io ero nel salnitro, con gli oscuri eroi,
con chi estrae neve fertilizzante e fine
dalla corteccia dura del pianeta
e strinsi con orgoglio le loro mani di terra

Essi mi dissero: - Guarda,
fratello, come viviamo.

E mi mostrarono le loro razioni
di miserabili alimenti,
l'impiantito di terra nelle case,
il sole, la polvere, le cimici
e la solitudine immensa.

lo vidi il lavoro degli scavatori,
che lasciano stampata, nel manico
di legno della pala,
tutta l'impronta delle loro mani.

lo sentii una voce che veniva
giù dal fondo stretto del pozzo
e poi di là vidi spuntare
una creatura senza volto
una maschera polverosa
di sudore, di sangue e polvere.

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