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Cento Sonetti d'Amore di Pablo Neruda

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Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCI

L'età ci copre come una pioggerella, 
interminabile e arido è il tempo, 
una penna di sale tocca il tuo volto, 
una gocciolatura rose il mio vestito:

il tempo non distingue tra le mie mani 
o un volo d'arance tra le tue: 
punge con neve e con zappa la vita: 
la vita tua ch'è la vita mia.


La vita mia che ti diedi s'empie 
d'anni, come il volume d'un grappolo. 
Ritorneranno l'uve alla terra.

Anche laggiù continua il tempo a esistere, 
ad attendere, a piovere sulla polvere, 
avido di cancellare fin l'assenza.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCII

Amore mio, se muoio e tu non muori,
amore mio, se muori e io non muoio,
non diamo  al dolorepiù territorio
non v'è estensione come quella che  viviamo.

Polvere nel frumento, arena nelle arene
il tempo, l'acqua errante, il vento vago,
ci ha trasportato come grano navigante.
Potuto avremmo non trovarci  nel tempo.

Questa prateria in cui noi ci trovammo
oh piccolo infinito! restituiamo.
Ma questo amore, amore, non è finito:

così come non ebbe nascimento
 morte non ha, è come un lungo fiume,
cambia solo di terre e  di labbra.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCIII

Se un giorno il tuo petto si arresta,
se qualcosa cessa d'andar ardendo per le tue vene,
se la voce nella tua bocca esce senz'essere parola,
se le tue mani dimenticano di volare e s'addormentano.

Matilde, amore, lascia le tue labbra socchiuse
perchè quell'ultimo bacio deve durare con me,
deve restare immobile per sempre sulla tua bocca
perchè anche così m'accompagni nella mia morte.

Io morirò baciando la tua pazza bocca fredda,
abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo,
cercando la luce dei tuoi occhi chiusi.

Così quando la terra riceverà il nostro abbraccio
andremo confusi in una sola morte
a vivere per sempre l'eternità di un bacio.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCIV

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
che tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud  alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

È una casa si grande l'assenza
che entrerai in essa atrtraverso i muri
e appenderai i quadri nell'aria.

È una casa si trasparente l'assenza
che senza vita ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCV

 Chi s'amò come noi? Cerchiamo 
le antiche ceneri del cuore bruciato 
e lì cadano a uno a uno i nostri baci 
finché risusciti il fiore disabitato.

Amiamo l'amore che consumò il suo frutto 
e discese nella terra con volto e potere:
tu e io siamo la luce che continua, 
la sua infrangibile spiga delicata.

All'amore sepolto da tanto tempo freddo, 
da neve e primavera, da oblio e autunno, 
avviciniamo la luce d'una nuova mela,

della freschezza aperta da una nuova ferita, 
come l'amore antico che cammina in silenzio 
per un'eternità di bocche sotterrate.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCVI

Penso, quest'epoca in cui tu m'amasti
se n'andrà da un'altra azzurra sostituita,
sarà altra pelle sulle stesse ossa,
altri occhi vedran la primavera.

Nessuno di quelli che legarono quest' ora,
di quélli che conversarono col fumo,
governi, trafficanti, passanti,
continuerà a muoversi nei suoi fili.

Se n'andranno i crudeli dèi con occhiali,
i pelosi carnivori con libro,
le grosse pulci e i pipipasseyros. .

E quando sarà appena lavato il mondo
nasceranno altri occhi nell'acqua
e crescerà senza lacrime il frumento.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCVII

Occorre volare in questo tempo, dove?
Senz'ali, senz'aereo, volare indubbiamente:
ormai i passi passarono senza rimedio,
non elevarono i piedi del viandante.

Occorre volare a ogni istante come
le aquile, le mosche e i giorni,
occorre vincere gli occhi di Saturno
e stabilire lì nuove campane.

Ormai non bastan più scarpe né strade,
ormai non serve la terra agli erranti,
ormai attraversaron la notte le radici,

e tu apparisti in altra stella
determinatamente transitoria,
trasformata alla fine in un papavero.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCVIII

Questa parola, questa carta scritta
dalle mille mani d’una sola mano,
non resta in te, non serve per i sogni,
cade nella terra; lì continua.

Non importa che la luce o la lode
si versino ed escano dalla coppa
se furono tenace tremito del vino,
se si tinse la tua bocca d’amaranto.

Non vuol più la sillaba tardiva,
ciò che getta e ritira la scogliera
dei miei ricordi, l’irritata schiuma,

non vuole che scrivere il tuo nome.
E benché il mio cupo amore lo taccia
più tardi lo dirà la primavera.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO XCIX

Altri giorni verranno, sarà inteso
il silenzio di piante e di pianeti
e quante cose pure accadranno!
Avranno odor di luna i violini!

Il pane sarà forse come tu sei:
avrà la tua voce, la condizione di grano,
e altre cose con la tua voce parleranno:
i cavalli perduti dell'autunno.

Anche se non sarà com'è disposto
l'amore empirà grandi barili
come l'antico miele dei pastori,

e tu nella polvere del mio cuore
( ove saranno immensi magazzini )
andrai e tornerai tra le angurie.

Cento sonetti d'amore 
di Pablo Neruda
SONETTO C

In mezzo alla terra scosterò
gli smeraldi per scorgerti
e tu starai copiando le spighe
con una penna d'acqua messaggera.

Che mondo! Che profondo prezzemolo!
Che nave navigante nella dolcezza!
E tu forse e io forse topazio!
Più non sarà divisione nelle campane.

Più non sarà che tutta l'aria libera,
le mele portate dal vento,
il succulento libro sulla pergola,

e lì dove respirano i garofani
fonderemo un vestito che resista
l'eternità di un bacio vittorioso.

Leggi le Poesie di Pablo Neruda

Se vuoi leggere in lingua originale Cien sonetos de amor
Cento sonetti d'amore 
di  Pablo Neruda

SONETTO 1: - I- Matilde, nome di pianta o di pietra, o di vino

SONETTO 2: -II- Amore, quante strade per giungere a un bacio,

SONETTO 3: -III- Aspro amore, viola coronata di spine,

SONETTO 4: -IV- Ricorderai quel ruscello capriccioso

SONETTO 5: -V- Non ti tocchi la notte né l'aria né l'aurora

SONETTO 6: -VI- Nei boschi, sperduto, tagliai un ramo oscuro

SONETTO 7: -VII- «Verrai con me» - dissi - senza che nessuno sapesse

SONETTO 8: -VIII- Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,

SONETTO 9: -IX- Al colpo dell'onda contro la pietra indocile

SONETTO 10: -X- Dolce è la bella come se musica e legno

SONETTO 11: -XI- Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli

SONETTO 12: -XII- Donna completa, mela carnale, luna calda,

SONETTO 13: -XIII- La luce che dai tuoi piedi sale alla tua capigliatura

SONETTO 14: -XIV- Mi manca il tempo per celebrare i tuoi capelli.

SONETTO 15: -XV- Da molto tempo la terra ti conosce

SONETTO 16: -XVI- Amo il pezzo di terra che tu sei

SONETTO 17: -XVII- Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

SONETTO 18: -XVIII- Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

SONETTO 19: -XIX- Mentre l'enorme spuma d'Isla Negra,

SONETTO 20: -XX- Mia brutta, sei una castagna spettinata,

SONETTO 21: -XXI- Oh che tutto l'amore propaghi in me la sua bocca,

SONETTO 22: -XXII- Quante volte, amore, t'amai senza vederti e forse senza ricordo,

SONETTO 23: -XXIII- Fu luce il fuoco e pane la luna risentita,

SONETTO 24: -XXIV- Amore, amore, le nubi sulla torre del cielo

SONETTO 25: -XXV- Prima d'amarti, amore, nulla era mio

SONETTO 26: -XXVI- Né il colore delle dune terribili a Iquique,

SONETTO 27: -XXVII- Nuda sei semplice come una delle tue mani,

SONETTO 28: -XXVIII- Amore, da grano a grano, da pianeta a pianeta,

SONETTO 29: -XXIX- Vieni dalla povertà delle case del Sud,

SONETTO 30: -XXX- Hai dell'arcipelago le fibre del larice,

SONETTO 31: -XXXI- Con allori del Sud e origano di Lota

SONETTO 32: -XXXII- La casa nel mattino con la verità sossopra

SONETTO 33: -XXXIII- Amore, ora andiamo alla casa

SONETTO 34: -XXXIV- Sei figlia del mare e cugina dell'origano,

SONETTO 35: -XXXV- La tua mano andò volando dai miei occhi al giorno.

SONETTO 36: -XXXVI- Cuor mio, regina dell'apio e della madia:

SONETTO 37: -XXXVII- Oh amore, oh lampo pazzo e minaccia purpurea,

SONETTO 38: -XXXVIII- La tua casa risuona come un treno a mezzogiorno,

SONETTO 39: -XXXIX- Dimenticai però che le tue mani compiacevano

SONETTO 40: -XL- Era verde il silenzio, bagnata era la lice,

SONETTO 41: -XLI- Sventure del mese di Gennaio quando l'indifferente

SONETTO 42: -XLII- Radianti giorni cullati dall'acqua marina,

SONETTO 43: -XLIII- Cerco un segno tuo in tutte l'altre,

SONETTO 44: -XLIV- Saprai che non t'amo e che t'amo

SONETTO 45: -XLV- Non star lontana da me un solo giorno, perché,

SONETTO 46: -XLVI- Delle stelle che ammirai, bagnate

SONETTO 47: -XLVII- Dietro di me sul ramo voglio vederti.

SONETTO 48: -XLVIII- Due amanti felici fanno un solo pane,

SONETTO 49: -XLIX- E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo

SONETTO 50: -L- Catapos dice che il tuo riso cade

SONETTO 51: -LI- Il tuo riso appartiene a un albero dischiuso

SONETTO 52: -LII- Canti e a sole e cielo col tuo canto

SONETTO 53: -LIII- Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora:

SONETTO 54: -LIV- Splendida ragione, demonio chiaro

SONETTO 55: -LV- Spine, vetri rotti, malattie, pianto

SONETTO 56: -LVI- Abìtuati a vedere dietro di me l'ombra

SONETTO 57: -LVII- Mentono quelli che dicono ch'io persi la luna,

SONETTO 58: -LVIII- Tra gli spadoni di ferro letterario

SONETTO 59: -LIX- Poveri poeti che la vita e la morte

SONETTO 60: -LX- Colui che volle ferirmi te ferisce,

SONETTO 61: -LXI- L'amore recò la sua coda di dolori,

SONETTO 62: -LXII- Ahimé, ahinoi, beneamata,

SONETTO 63: -LXIII- Non solo per le terre deserte dove la pietra salina

SONETTO 64: -LXIV- Per tanto amore la mia vita si tinse di viola

SONETTO 65: -LXV- Matilde, dove sei? Notai, verso il basso,

SONETTO 66: -LXVI- Non t'amo se non perché t'amo

SONETTO 67: -LXVII- La gran pioggia del sud cade su Isla Negra

SONETTO 68: -LXVIII- La bimba di legno non giunse camminando:

SONETTO 69: -LXIX- Forse non essere è esser senza che tu sia,

SONETTO 70: -LXX- Forse sono ferito senza essere insanguinato

SONETTO 71: -LXXI- Di pena in pena attraversa le sue isole l'amore

SONETTO 72: -LXXII- Amor mio, l'inverno torna alle sue caserme,

SONETTO 73: -LXXIII- Forse ricorderai quell’uomo magro

SONETTO 74: -LXXIV- La strada bagnata dall' acqua d'Agosto

SONETTO 75: -LXXV- Questa è la casa, il mare e la bandiera.

SONETTO 76: -LXXVI- Diego Rivera con la pazienza dell'orso

SONETTO 77: -LXXVII- Oggi è oggi col peso di tutto il tempo andato

SONETTO 78: -LXXVIII- Non ho mai più, non ho sempre. Sulla sabbia

SONETTO 79: -LXXIX- Di notte, amata, lega il suo cuore al mio

SONETTO 80: -LXXX- Da viaggi e da dolori ritornai, amor mio

SONETTO 81: -LXXXI- Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.

SONETTO 82: -LXXXII- Amor mio, nel chiudere questa porta notturna

SONETTO 83: -LXXXIII- È bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,

SONETTO 84: -LXXXIV- Una volta ancora, amore, la rete del giorno estingue

SONETTO 85: -LXXXV- Dal mare verso le strade corre la vaga nebbia

SONETTO 86: -LXXXVI- Oh Croce del Sud, oh trifoglio di fosforo fragrante,

SONETTO 87: -LXXXVII- I tre uccelli del mare, tre fulmini, tre forbici,

SONETTO 88: -LXXXVIII- Il mese di Marzo torna con la sua luce nascosta

SONETTO 89: -LXXXIX- Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi:

SONETTO 90: -XC- Pensai di morire, sentii dappresso il freddo,

SONETTO 91: -XCI- L'età ci copre come una pioggerella,

SONETTO 92: -XCII- Amore mio, se muoio e tu non muori,

SONETTO 93: -XCIII- Se un giorno il tuo petto si arresta,

SONETTO 94: -XCIV- Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura

SONETTO 95: -XCV- Chi s'amò come noi? Cerchiamo

SONETTO 96: -XCVI- Penso, quest'epoca in cui tu m'amasti

SONETTO 97: -XCVII- Occorre volare in questo tempo, dove?

SONETTO 98: -XCVIII- Questa parola, questa carta scritta

SONETTO 99: -XCIX- Altri giorni verranno, sarà inteso

SONETTO 100: - C- In mezzo alla terra scosterò

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