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Poesia di Nazim Hikmet
C’è un albero dentro di me 

C’è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignuoli

è un pezzo già che i viaggiatori sono discesi
dai razzi sul pianeta ch’è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c’è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il menome ne infischio.

Nel 1938 Nazim Hikmet viene condannato dai tribunali militari a 32 anni di carcere. Nella prigione di Bursa, resterà 13 anni.

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