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Poesia di Giovanni Pascoli  Notte di Natale
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Poesia di Giovanni Pascoli
Notte di Natale

Si vegliava sui monti. Erano pochi
pastori che vegliavano sui monti
di Giuda. Quasi spenti erano i fuochi.

Si vegliava sui monti. Erano pochi

pastori che vegliavano sui monti
di Giuda. Quasi spenti erano i fuochi.

Ognuno guardava i cieli, come stanco

stanco nel cuore; ognuno avea vicino
il dolce uguale ruminar del branco.

E un canto invase allora i cieli: Pace
sopra la terra! E i fuochi quasi spenti
arsero, e desta scintillò la brace.
come per improvvisa ala di venti
silenziosi, e si sentì nei cieli
come il soffio di due grandi battenti.

Erano in alto nubi, pari a steli
di giglio, sopra Betlehem: già pronti
erano, in piedi, attoniti ed aneli,
i pastori.
E un angelo era, con le braccia stese,
tra loro, come un'alta esile croce,
bianca; e diceva - Gioia con voi! Scese
Dio sulla terra. Ed a ciascuno il cuore
sobbalzò verso il bianco angelo, e prese
via per vedere il Grande che non muore.

Mossero, e Betlehemm, sotto l'osanna
de' cieli ed il fiorir dell'infinito
dormiva. E videro, ecco, una capanna.

Ed ai pastori l'accennò col dito
un angelo: una stalla umida e nera,
donde gemeva un filo di vagito.

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