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presepe napoletano
Poesia di Natale di Renzo Pezzani 
La santa notte

Sbocciato nella culla il Bambinel di Dio,
il CieI si gremì d'Angeli, le strade di pastori.
Anche il sasso più opaco mise un suo luccichìo
e lì dov'eran spini s'aprirono dei fiori.

Usciva dalle case la gente e sulle braccia
ognuno aveva un dono, un canestro, un agnello.
E via per scorciatoie, costeggiando il ruscello
e per non perder tempo bevea nella borraccia.

Bello era andar per strade sconosciute, col lume
d'una lanterna ai piedi, tra lunghe ombre raggianti
or superando un fosso, ora guadando un fiume,
la fronte all'oriente e la certezza dei santi.

Senza la luna, in cielo appesa altra lucerna,
andavan svelti i vecchi appoggiati alla canna,
e il coro dei versetti facea da ninna nanna
ai bimbi addormentati sulla spalla materna.

Poi la cometa scende come chi s'inabissa,
nè mai più viva luce astro portò con sè,
parve cercare un porto e là ristette fissa,
stendardo fiammeggiante sulla tenda del Re'

Povera tenda fatta d'un lacerato telo,
povoro il Re che nacque sotto quel baldacchino!
Ma dietro quegli strappi fa ressa tutto il Cielo
che vuol veder Maria che fascia il suo Bambino.