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Poesia di Milo De Angelis
Largo pomeridiano

Ora che le canoe attraversano il fiume
 movimenti
nel sole festivo, mentre lo sguardo
si chiude sulle ragioni

 dove questa morte non è solo svanire
ma insieme, un poco, esserci
alla periferia della gioia
che si apre, reca l'offerta
leggera al brillare di una goccia
ed è escluso il commento
quando le rive al mattino
portano la loro forza
messaggera di un nome, in ascolto,
e traducono la volontà del corpo, la carezza imminente
guardare vivendo qui
la stagione intatta
che ha un tempo per durare
ma spinge più in là
non fruga nelle macerie e chiede
una scrittura inosservata.

Da Somiglianze,1976
La lirica in antologia è tratta da Somiglianze (1976), una raccolta in cui la poesia vive in un «territorio I dopo le parole ma prima dell'azione»,' in un attimo in cui i vari filamenti del testo acquistano una loro autonomia, frammentando lo poesia in una serie di percorsi laterali, che reclamano la propria indipendenza.
I momenti più interessanti sono quelli «in cui il 'discorso' sembra parlare da solo e non rimanda a un personaggio che dall'alto ne tesse i fili e gli procura supporti metaforici. Sono questi i momenti iff cui realmente emozione e giudizio si confondono e in cui non si 'ritmo' una moralità, ma piuttosto si scoprono certi ritmi profondi nel movimento di un 'idea. De Angelis non crede neppure per un attimo alla possibilità di organizzare razionalmente il discorso in un progetto ideologico, morale ecc.: anche se; d'altra parte; non è l'ovvio visceralismo della Poesia a manifestarsi nella sua 'idea centrale',»

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