Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Poesia di Mario Rapisardi
Renovatio

Fuggon dagli occhi miei, fuggon dall'anima
Le illusioni della nova età:
Fosca la vita mia sotto a ciel rigido,
Siccome rupe solitaria, sta.
Torbido intorno all'aspra rocca intricasi
Fra canne e giunchi e fratte irte il pantan,
Su cui tra nubi di veleno gravide
Gitta la luna un bianco raggio invan;
Mentre per l'aure, che beffarde fischiano,
Vogan, quali migranti anatre, a stuol
I dolci sogni miei, l'auree fantasime
E le speranze dell'aereo vol.
Or sì, or no, per le fredde ombre lanciano
Un canto un grido, ahi, non più quel che un dì
Mosse la mente giovinetta, e a' fulgidi
Vaneggiamenti dell'amor l' aprì.
Fuggon dagli occhi miei, fuggon dall'anima
Le illusioni della nova età:
Fosca la vita mia sotto a ciel rigido,
Siccome rupe solitaria, sta.


Eppur, se a te mi volga, o sia che un gelido
Aere t'inceppi, o ti disciolga april,
Santa Natura, in te m'esalto, e all'anima
Un fremito mi passa alto e gentil.
Ecco, alla rupe derelitta un tenero
Verde si avvolge; il rinnovato crin
Piovon su la tersa acqua i giunchi; reduci
Cantan gli augelli un lieto inno al mattin.
Son tuo, son tuo, madre infinita: i palpiti
Dell'immensa tua vita io sento in me;
Sento che al foco della tua grande anima
Ardo, mi struggo e mi rinnovo in te.
Che val, se nelle morte ombre s'inseguano
L'inclite* larve che il pensier creò?
Se, guardiano della notte, l'odio
Ghigni alla fossa che l'amor cavò?
Che val, se al lato mio figga il suo cuneo
D'adamante la sorte? Io non son più
Mio, da che balenar bello e terribile
Vidi il tuo volto, e mi dicesti: In su!
Del piccioletto mio dolor la fievole
Voce spargere al vano aer che val,
Se, o terra, o vita, o gran Tutto, il tuo spasimo
Ulula per la vasta ombra feral?
Tu vivi, o eterna, o senza nome. Affidasi
All'onde tue l'impavido Pensier,
La vela a' venti, il remo al pugno, il vigile
Sguardo alla paurosa alba del Ver;
E voga, e canta: "Ebbro di te, su' lividi
Flutti balzo io tuo figlio e tuo signor,
E nelle fauci de' tuoi mostri onnivori
Sola ricchezza mia gitto l'amor.
Mutansi i mostri al novo cibo, e levansi
Quali raggianti arcangeli dal mar;
E fra le immensità cerule, simile
Ad igneo sole, la Giustizia appar.
Agita il legno mio, scatena gl'impeti
De' selvaggi e mortali odj su me:
Salve, o madre, dirò, fin che indomabile
Eroe dell'ideal naufraghi in te!"

Leggi le Poesie di Mario Rapisardi