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Poesia di Mario Rapisardi
Conforto

S'io precipiti o poggi
Per l'alta ombra non so:
So che com'ieri ed oggi
Devoto al Ver vivrò.
Chiede la terra ignara:
Figlio, che vuoi da me?
Fuor che una fredda bara
Nulla offrir posso a te.
Madre, il tuo freddo ostello
il mio crogiuol sarà:
L'anima mia novello
Stato e sembiante avrà.
D'eterni stami ordita
La rivedrai nuotar
Dell'inesausta vita
Nel fortunoso mar.
Per le raggianti rive
Dell'isole del ciel,
Tutto che sente e vive,
O madre, è mio fratel.
Le stelle al mio passaggio
Bisbigliano fra lor:
Il nostro etereo raggio
Splende a costui nel cor.
Per te, mi dice il sole,
Sempre al meriggio è il dì:
Vivi, o miglior mia prole;
Ama, il tuo regno è qui.
O legge alta, o misura
Dell'essere immortal,
Nume della Natura,
Indomito Ideal;
O amor dell'universo,
Luce onde tutto è pien,
Come ch'io sia disperso,
T'accorrò sempre in sen.
Sento nel cor profondo,
Ch'io son del tempo il re
In me palpita il mondo;
Si specchia Iside in me.

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