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Poesia di Mario Luzi
Vibra il cielo, il giacinto effuso cade

VI
Vibra il cielo, il giacinto effuso cade
fra le brune pareti, l'aria spira
nelle vesti, una nube mi pervade,
quale insidiosa presenza respira?

Una rara vertigine è passata
sulla fronte, ecco, un fuoco vivo piove
fuso con l'ombra quieta e animata,
un'essenza invisibile si muove.

Ah sei tu che hai sfiorato lesta il cielo
della sera. Così se una figura
sparisce in una porta, spazia un gelo
di morte ed una lucida paura.

Sei passata di là dove la rondine
s'awenta nella via, un piede romito
rompe il velo di luce sopra il lastrico,
chiama il buio, dilegua nell'udito.
da Quaderno gotico
1947