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panchina
Poesia di Mario Luzi
Rubato? non altrimenti

Rubato? non altrimenti
lo sorveglia, non altrimenti lo difende
quel suo tardivo amore
lei, ricordo, non troppo ambita donna
neppure in altri tempi. Si sa scialba,
dura, odiosa la sua parte.
 Mio dio, come può desiderarmi 
anche troppo si denigra
o anche troppo in quel suo retropensiero
(lei stessa lo sospetta) si lusinga.
- Sciocca, quasi non lo sapessi -
lo sa invece. Lo sa, non ha incertezze. Come
averne? È la sua insanabile pochezza
che cerca, la sua irrimediabile insufficienza
- e lo fa teneramente, non per umiliarmi -
si dice, e sotto altra specie lo ripensa 
l'uomo, e lo vede splendido occultarsi 
in lei, nella sua ombra 
come per una necessaria latitanza.
E lei lo accoglie, lei gli dà ricetto.
E gli è grata. Grata di questo.

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