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mammabambino
Poesia di Maria Dilucia 
Mia cara madre... Mia cara figlia

Mia cara madre
a te mi rivolgo in qualità di mia creatrice su questa terra.
A te dico: come ti sei permessa?
Come ti sei permessa di farmi nascere
se poi non sei stata capace di provvedere a me?
Come ti sei permessa di buttarmi in questo mondo assurdo?
Dimmi, te lo forse chiesto io?
No, io non te l’ho chiesto!
Ora io sono qua e non mi trovo bene.
O meglio queste condizioni non mi soddisfano!
O ancora peggio: sto male!
E la colpa è tua! Ti rendi conto vero?
È certo che è falso anche
spacciare la mia nascita per un atto d’amore!
Bene, ora tu hai la responsabilità di me per sempre.
Male perché non sei stata capace
né di salvaguardarmi affettivamente
e di né garantirmi un mondo
non dico perfetto ma sostenibile!
Le capisci le tue colpe, Madre snaturata?

Mia cara figlia
ti chiedo immensamente perdono del male che ti ho fatto,
se male si può chiamare far nascere una creatura.
Ti chiedo immensamente perdono
se non sono stata in grado di darti una famiglia perfetta.
Ti chiedo immensamente perdono
se non sono riuscita a garantirti
condizioni soddisfacenti
e un mondo sostenibile
Ma soprattutto ti chiedo perdono
per non essere riuscita a farti percepire il mio amore.
Ti chiedo perdono di tutto!
So che non basterà dirti
che ho tentato a darti una famiglia perfetta!
Ma neanche io avevo una famiglia perfetta.
E so che non basterà dirti
che ho tentato a darti un mondo sostenibile
Ho tentato e tu sai bene le ferite
che queste lotte mi hanno lasciato, vero?
E so che non basterà dirti
che ho tentato a darti ricchezza
E tu non sai quanto mi è costato.
Ti chiedo perdono,
ma neanche io conoscevo le regole del gioco,
so che non è una buona giustificazione,
sono andata avanti così a tastoni,
a buon senso, così credevo.
A quanto pare, a sentire le tue parole,
non era molto buono quel senso.
Ti chiedo perdono
E mi rendo conto che dovrei a questo punto
Perdonare anche mia madre
Per gli errori che ha fatto con me
E mia madre dovrebbe perdonare sua madre
E sua madre dovrebbe perdonare…
E così andando indietro di generazione in generazione
Fino a quella che ha cominciato il gioco.
Ecco mi chiedo: fino a quando dovremmo andare indietro?
E soprattutto chi ha iniziato il giro?
E chi ha iniziato a sbagliare?
Sì, lo so, non ti interessa, pensi sia una scusa.
Una giustificazione! Forse! O forse no!
Ora sono stanca, di una stanchezza antica,
di una stanchezza paralizzante.
E non so se mi immobilizza più la stanchezza o la paura!
O forse è altro che mi immobilizza
So cosa pensi “Ecco adesso mi colpevolizza”
No, non ti accuso di niente e come potrei
io avevo l’obbligo di amarti,
io avevo l’obbligo… tutti gli obblighi, tu no!
Ma quanto dovevo darti avrei dovevo ereditarlo.
E’ una giustificazione? Non lo so.
Continuerò figlia,
nonostante la stanchezza continuerò
cercherò di darti quanto è tuo diritto avere,
forse non riuscirò a darti tutto,
forse sarà poco… troppo poco…
Ma ti prego: accontentati!
Ti prego: cerca di capire il mio sforzo!
Quello che sto facendo è troppo grande per me.
Sto cercando di aggiustare
un gioco rotto ormai da troppe generazioni,
io ci sto tentando,
e se non riesco ad aggiustarlo del tutto
potrai sempre farlo tu!

Con immenso amore,
tua madre.