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scala pianoforte
Poesia di Marco  Di Meco 
I Futuri ed i Sopravvissuti

La luce che filtra nella stanza
dalla porta dell'ingresso fatta a vetro
affonda le sue lame qui nell'ombra
e nell'anima che inganna il suo destino;

è un vuoto che divora dal di dentro,
che ci tiene in ostaggio ogni giorno;
spesso ha il volto raffigurato in uno specchio
posto al confine tra un nuovo inizio
e la mente che aizza il suo recinto;

chi troverà la propria voce uguale a prima?
Chi sarà con te quando poi tutto tace?

Il fumo d'aria calda ch'esalava sulla linea
di vapore che la distanza miraggiava in fondo al mare
trasformava il colore dei tuoi occhi, li rendeva acidi
mentre si smagliavano i coralli sul fondale;

saltellavano, lontano, figuranti di un teatro,
saltellavano feroci al ritmo di un tamburo
e noi al di là di un muro a guardare,
a brancolare come leoni, in caccia, al buio;

ed è per questo che derubiamo il tempo
minuto per minuto leggeri e veloci come l'aria
e barattiamo i sogni con stracci di speranza
nella baia dei futuri e dei sopravvissuti.