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Poesia di Marcello De Santis
Il mare il sogno l'infinito

Grida alle stelle il mare il suo lamento
mentre s’addorme in me l’uomo-gabbiano

un manichino i piedi alla risacca
ascolta nei colori della notte
una favola antica di millenni
che mi narra una nonna che non c’è
(diafano simulacro di remota sibilla)

“c’era una volta il mare il mare il mare…


                         Quella nenia bambina
come allora percuote la memoria

poi si tace improvvisa
e il buio copre schegge di ricordi
                        come l’acqua le orme
sulla sabbia
che già non sono più
                        le mie orme le tue
“c’era una volta il mare il mare il mare…
il mare… che tra poco
mi porterà lontano
frantumando la nonna il manichino
e la favola antica
                … stride l’uomo-gabbiano  
dal mio cielo di dentro
e prima di volare
ruba il mio volto al sale
e affoga nelle tenebre in sussurro:
                                 “lasciami la mia morte!
mi serve per sperare
                                           l’infinito”

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