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 Poesia di Luis De Gongora
Morte e inferno

Entro plebee urne, entro regali tombe,
Memoria penetra senza timore,
Visita i luoghi dove il boia delle ore
Con piede uguale, ebbe inuguali passi.

Rivolta i tanti segni di mortali:
Ossami denudati e fredde ceneri,
Nonostante le cure se non pie
Vane di cari balsami orientali.

Scendi dopo l'abisso nei cui seni
Le anime imprecano e chiusi s'odono
 Sempre cozzanti ferri e il pianto eterno.

O memoria, se tu volessi almeno
Da morte liberarti con la morte,
E vincere l'inferno con l'inferno!

(trad. di Giuseppe Ungaretti)

Macabra e tetra è la visione che il poeta offre della morte. Essa è la inesorabile distruggitrice dell'uomo, che invano tenta di preservare le sue spoglie. Il poeta cerca la liberazione dal dolore in una distruzione totale del suo essere.

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