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autunno3
Poesia di Luigi Pignataro 
Il sogno

Osservo la distesa di una terra lontana,
conosciuta, ma irraggiungibile.
La lunga strada lastricata dai rancori del tempo,
s’infrange come le onde sulla scogliera d’Irlanda.
Osservo i colli che hanno, sì ceduto all’erosione del tempo
ma con caparbietà dimostrano tutta la loro fierezza
davanti all’orologio del passato che li custodisce con tenacia dolcezza.
Lo stesso orologio che adesso scandisce il presente
passando anonimamente sopra quella distesa
e spargendo su di essa la desolazione di ciò
che l’essere vivente rifiuta con caparbio vigore,
la sua solitudine.
Osservo la distesa e mi accorgo con stupore
che un ombra in lontananza si avvicina
con passo lento e cadenzato.
Si accosta con premura, mi guarda
e senza pronunciare una parola,
mi bacia dolcemente sulla bocca.
Nel mentre tutto è reso vivo ai miei occhi,
l’impeto del vento aumenta la sua furia
sulla scogliera d’Irlanda
portando via con sé l’immagine
che il tempo benevolmente ha voluto per un attimo fermare.
La stessa immagine di una distesa terra lontana
conosciuta, ma irraggiungibile
che varca i confini del sogno
e lascia solo quello che rimane;
nulla.

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