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gatto
Poesia di Luigi Fiacchi 
Un gatto

Un gatto professore in ghiottornìa,
che a rubar cominciò fin da la cuna,
e che, a rapire un boccon buono, avrìa
fatto un salto mortaI fin su la luna;

saltò d'un usignol su la prigione,
e del raro cantor fece un boccone.

Al comune padron fu nota appena
del domestico musico la sorte,
che sdegnato giurò di dare, in pena
del misfatto crudel, terribil morte:
onde ciascun de la famiglia intento
era in cercar l'autor del tradimento.

Frattanto il reo l'universal minaccia
da un canto udiva; e gli tremava il core:
pur disinvolto con sicura faccia
" stava dissimulando il suo timore.
Un reo talor da lo spavento è colto,
e se il labbro negò confessa il volto.

Ei non così, ma con tranquilla cera
tempesta del cor sì bene ascose,
i che pur un sol de la sdegnata schiera
in lui non mai tal reità suppose,
e concorrer parea già con la calma,
che nel volto apparia, quella de l'alma.

Ma nel colmo però del suo timore
dicon ch'ei fe' tacitamente un voto:
e fu, che se quel suo commesso errore
fosse restato al suo padrone ignoto,
non avrebbe mai più preso e mangiato
uccelli, o carne d'animale alato.

Vano il voto non fu: brev' ora estinse
l'ire; e rimase il traditore intatto:
ond'ei, sicuro, ad osservar s'accinse

l'astinenza penosa a cor d'un gatto.
Or, mentre all'osservanza ei si dispone,
eccolo in una fiera tentazione.

Venne sotto l'artiglio un pipistrello,
de' più bei che la notte unqua vedesse:
ma, perché ha l'ali, e passa per uccello,
 ei rammenta al pensier le sue promesse:
mosso da l'appetito, al cibo aspira;
lo scrupolo l'avverte, e lo ritira.

Pur l'animaI passò; passò con lui
l'occasion precipitosa e lieve;
ed il gatto mantenne i voti suoi:
 forse perché la tentazion fu breve.
Ma il folle pipistrel, dando di volta

tornò sotto l'artiglio un'altra volta.

Messer lo gatto allor gli salta addosso,
e gli scrupoli serba a miglior uopo.
Io, decide tra sé, mangiar lo posso,
come uccello non già, ma come topo.
Così con dottoral temperamento
soddisfé l'appetito e il giuramento.

L'avidità è la caratteristica principale di questo gatto: si può immaginare sia gli innumerevoli furti da esso compiuti, sia la scena dell'aggressione all'usignolo chiuso nella gabbia.
Contrasta con l'istinto del felino, il vivo interesse per la sorte dell'uccello canoro, dimostrato dalle persone di casa, Cerca di seguire passo passo le varie fasi attraverso le quali si manifesta l'astuzia dell'animale; da vero sornione esso riesce a nascondere completamente il timore di venire scoperto; si ripromette di mutar sistema, sotto l'impressione dello sgomento, ma finisce poi per trovare un' abile giustificazione al proprio incontenibile istinto.