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nuvola

Poesie di Luigi Fiacchi -
Il Fumo e la Nuvola -


Da un gran cammino un giorno il fumo uscia,
e in densi globi accolto
s' era inoltrato molto
su per l' eterea via:
quando egli in certa nuvola s' avvenne
che a suo diporto gia
de' venti su le penne.
Allor pien d' albagìa
a gridar cominciò: su la mia strada,
olà, si faccia largo: allor che passa
un par mio, non si vuole ei dalla bassa
gente tenere a bada.
La nuvola, sentendo questo tuono
di grandezza, e d'impero,
disse: «chi sei tu dunque? » Il foco io sono

Io del fuoco son figlio; e il fuoco, il sai,
è fratello del sol, per cui dal suolo
tu sì sublime ascendi:
Onde da questo solo
quale io mi sia comprendi.
Allor la Nuvoletta
al superbo rispose: oh! certamente
per esser voi d' origin sì perfetta
avete aria ben cupa; e, perdonate
se un pochette pungente
vi parrà 'l mio sermone;
voi per fermo sembrate
figlio del fuoco no, ma del carbone.
or ascoltate un poco
queste mie brevi note:
signor figlio del foco
del Sol signor nipote,
io ben farovvi onore
quando simil sarete al genitore.

La favola consiglia
che non si vanti de' grand' avi suoi
chi poi non gli somiglia.La poesia, senza pretese, contiene la ben nota morale che invita a non insuperbire pe i meriti altrui, ma a cercare nella propria personale affermazione, l'unico motivo di compiacimento. Il dialogo tra i due elementi personificati non manca di una certa piavvole arguzia